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Videocracy – Basta Apparire (2009) – Recensione e Commenti

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La Nostra Pagella

Regia: 6,5

Sceneggiatura: 7

Recitazione: /

Media: 6,75

 

Temi affrontati: Televisione, Politica, Costume, Berlusconi.

Da vedere se…

Hai un’anima critica e ami capire come funziona davvero il sistema televisivo italiano…

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Uno su mille ce la fa. In questo caso si chiama Erik Gandini, è un filmaker italiano residente all’estero (non ha tutti i torti) e riesce a farci risvegliare dal sonno ipnotico-televisivo con il suo documentario “Videocracy”, il cui sottotitolo è “basta apparire”. Una realtà della Bibbia televisiva, quella dell’apparenza, che dalla nascita del duopolio Rai-Mediaset ha preso sempre più piede nella società italiana, con l’ausilio di scollature e minigonne sempre più vistose e (perchè no?) alimentata da un divismo popolare inutile e deleterio.

L’analisi di Gandini non si riduce ad una superficiale e soprattutto già nota storia del costume televisivo italiano, ma intende indagare più a fondo, concentrando l’attenzione su alcune key figures (Corona, Mora, Berlusconi, Briatore) senza il timore di scivolare nel politicamente scorretto. La sequenza, ormai diventata tristemente nota, in cui Lele Mora (peraltro omosessuale dichiarato) tira fuori il suo cellulare e ci delizia mostrando la suoneria di Faccetta Nera, tocca uno dei punti chiave della televisione e oserei dire dello spettacolo italiano: la profonda pura santissima ignoranza, da cui siamo perennemente circondati.

All’estero ridono di noi; in Italia la Tv di stato rifiuta di mandare in onda il trailer di questo film. “La scatola magica” diventa democrazia, o meglio videocrazia, e chi di dovere se ne serve per drogare la massa. Sicuramente “Videocracy” è un film importante perchè elimina quel “Velo di Maya” di esibizionismo che circonda la nostra società da oltre vent’anni e mostra le cose da un altro punto di vista che non sempre siamo abituati a considerare. Quello reale.

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