22 ott 2009
Match Point (2005) – Recensione e Commenti
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La Nostra PagellaRegia: 7 Sceneggiatura: 9 Recitazione: 7 Media: 7,6 |
Temi affrontati
Amore, desiderio, fortuna.
Da vedere se…
Riesci a guardare oltre le apparenze riflettendo sul significato della vita.
Parliamoci su
O lo si ama o lo si odia, in ogni caso rimane pur sempre un meraviglioso film. In assoluto è uno dei lungometraggi che preferisco per via dei temi trattati. Temi esistenziali di cui ogni uomo si nutre e sviluppa crescendo. L’amore e il desiderio lo fanno da padrone in un unico grande cerchio che alla fine si chiude, e come si chiude.
Molte persone non pensano tanto allo scopo comunicativo del film, ma solo al finale se è “bello” o “brutto”. Questo è irrilevante dato che il primo compito di qualsiasi pellicola è trasmettere un messaggio che resta nell’animo e su cui anche a distanza di ore se non di giorni possiamo ricordare. Il finale deve essere per forza funzionale al messaggio, perché è sbagliato inserire un lieto fine in una storia che il lieto fine non lo potrà mai avere. Con finali sdolcinati molte volte si perde il senso dell’intero film.
Cosa scegliereste voi se foste davanti alla scelta di: seguire l’amore della vostra vita senza uno straccio di lavoro e vivendo quasi esclusivamente “d’amore”, oppure avere il lavoro che avete sempre sognato, ma con a finaco una moglie che non amate? Vista così sembra facile la scelta, infatti solo quando si entra nella situazione risolta davvero difficile trarre conclusioni. Il finale è esplicativo e non complica il film, anzi lo facilita. A volte, solo facendo le scelte sbagliate ci rendiamo davvero conto di quello che abbiamo perso. L’ultima chicca che ho deciso di inserire è la copertina, perché basta vederla per capire tutto su Match Point. Lei guarda lui, lo ama. Lui tiene lei, ma anche la racchetta. Purtroppo deve avere entrambe le mani libere per poter giocare…



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1
nuZzmoVie dice:
Pubblicato il 28-10-2009 alle 10:52
Adoro questo film… e più di tutte ricordo quella scena al ristorante… con la telecamera puntata sull’espressione del volto di Meyers, per tutta la durata della scena. Se vogliamo, la scena di per se è un po banale, nel senso è una scena tipica, ma la genialità di Allen sta proprio nel rendere momenti di cinema che potrebbero sembrare banali, unici. Sicchè mi ricordo tutta l’ansia e la paura dipinta sul volto dell’attore perchè lui sa, ovviamente di essere il colpevole, e vuole a tutti i costi che si cambi argomento, mantenendo però il controllo e lasciando che il discorso segua il normale corso per non destare sospetti.
2
Mr. Woody dice:
Pubblicato il 29-10-2009 alle 14:21
Si, sicuramente in quella scena ci si voleva concentrare particolarmente sullo stato d’animo di Meyers. La genialità di Allen sta in particolar modo nei dialoghi. Ogni dialogo è mirato, calibrato perfettamente in modo che il messaggio di fondo esca allo scoperto battuta dopo battuta. Il tutto è arricchito da seconde tematiche molto care ad Allen, come ad esempio la religione… L’occhio attento e gli amanti del regista lo possono notare senza problemi… ;)
PS: logicamente prima bisogna leggere molto su di lui…
3
admin dice:
Pubblicato il 29-10-2009 alle 20:43
@Mr. Woody: io non ho letto su Woody ma adoro i suoi film… e anche Basta che funzioni, contiene dialoghi geniali, davvero! Sono stato con il sorriso sulle labbra per 2 ore, per tutta la durata del film perchè il film è ricco di contenuti che ti fanno esclamare: “C****! E’ vero!”
Viva Allen ;)
4
ash dice:
Pubblicato il 02-11-2009 alle 23:52
un film geniale